Noa e Mira Awad: un messaggio di pace a Sanremo 2025

L'esibizione di Noa e Mira Awad al Festival di Sanremo 2025 celebra la pace attraverso la musica.

Un incontro di culture sul palco dell’Ariston

Il Festival di Sanremo 2025 si prepara a ospitare un’esibizione che promette di rimanere impressa nella memoria collettiva: quella di Noa e Mira Awad. Le due artiste, unite da un legame di amicizia e collaborazione artistica, porteranno sul prestigioso palco dell’Ariston un messaggio di pace e unità attraverso la musica. La loro interpretazione di “Imagine” di John Lennon, eseguita in una versione multilingue, rappresenta un simbolo di inclusione e dialogo tra culture diverse. La prima strofa sarà cantata in ebraico, la seconda in arabo, seguite dall’inglese e da alcune aggiunte in italiano, creando un mosaico sonoro che celebra la diversità.

Le artiste: un viaggio tra arte e attivismo

Mira Awad, nota per il suo impegno nel promuovere il dialogo tra israeliani e palestinesi, ha costruito una carriera artistica che va oltre la musica. Nata a Rameh, ha raggiunto la notorietà grazie alla serie televisiva “Arab Labor” e ha pubblicato diversi album, tra cui “Bahlawan” e “All My Faces”. La sua recente iniziativa, Artivista, mira a riunire creativi da entrambe le parti del conflitto, favorendo la comprensione reciproca. Noa, pseudonimo di Achinoam Nini, è un’altra figura di spicco nel panorama musicale israeliano, con una carriera che abbraccia diversi generi e stili. La sua presenza a Sanremo non è nuova, avendo partecipato in diverse edizioni, ma questa volta il suo messaggio è particolarmente significativo, in un contesto di tensioni geopolitiche.

La forza della musica come strumento di cambiamento

La scelta di eseguire “Imagine” non è casuale. Questo brano, considerato un inno alla pace, è stato composto da John Lennon in un periodo di grande tumulto sociale. La sua capacità di trasmettere un messaggio di speranza e unità lo rende un pezzo ideale per l’occasione. Noa e Mira Awad, consapevoli del potere della musica, intendono utilizzare la loro esibizione per invitare il pubblico a riflettere sulla possibilità di un futuro migliore, lontano dai conflitti. Come affermato da Noa, “il nostro compito, come artisti, è creare la realtà o almeno immaginarla, quella che vorremmo vedere”. Questo approccio artistico non solo intrattiene, ma stimola anche un dialogo necessario in tempi di divisione.

Scritto da Redazione

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